produzione Motus in collaborazione con Rimini Mir-Scenkonst, Norway con il supporto di Basso Profilo nell’ambito del progetto Support Strucutres
regia e drammaturgia Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande con Enrico Casagrande e Alexia Sarantopoulou
luci e video Daniela Nicolò, in collaborazione con Eduard Popescu fonica Martina Ciavatta produzione Elena Marinelli organizzazione e logistica Shaila Chenet e Alessandro Patrini promozione Ilaria Depari e Beatrice Ottaviani comunicazione Dea Vodopi distribuzione internazionale Lisa Gilardino
L’abito di Mary Shelley è stato disegnato e indossato da Fiorenza Menni nello spettacolo “L’Idealista Magico”
Io ero benevolo e buono; l’infelicità ha fatto di me un demonio.
Frankenstein, Mary Shelley
Daemon è una allucinazione partorita dalla mente del giovane Mary Shelley / Alexia Sarantopoulou, che sogna ad occhi aperti, e mentre si aggira fra boschi e nebbie e improvvisamente vede questa strana creatura muoversi veloce, danzare in un rave immaginario, gridando di rabbia e spavento... Con lei dialoga. Allucinazioni dovute al clima umido e alla pioggia incessante di quell’ “anno senza estate”?
Daemon racconta di quel terribile click che fa convertire l’amore in odio, la benevolenza in violenza; di quell’inceppo del meccanismo amoroso che provoca un ribaltamento dalle conseguenze irreversibili. È focalizzato sul “divenir cattivo” della creatura: su come un essere senza identità, senza storia, solo come un cervo e inseguito, fa mondo a sé e si ribella, appiccando fuoco alla casa amata.
Il fuoco – che è un tema ricorrente in questo romanzo prometeico – invita in realtà a cogliere il valore trasformativo e insorgente della rabbia, come primo gesto/modalità di reazione a un sistema antropocentrico che sta schiacciando ogni voce non conforme.