LA GUERRE D’HÉCUBE
6-9 maggio 2027
LA GUERRE D’HÉCUBE
Nell’ambito del progetto TRAGOEDIA
produzione Festival di Radicondoli e Galleria Toledo
in collaborazione con dell’Istituto Culturale Italiano di Dakar
regia Massimo Luconi
con la compagnia Phoenix
Ibrahima Diouf, Gnagna Ndiaye,
Mouhamed Sow, Awa Ba, Babou Mbaye,
Yaya Ibrahima Kambou, Lea Kane.
costumi Mai Diop
Ecuba è una tragedia potente, arcaica che unisce la durezza della storia e della terribile attualità delle guerre contemporanee, con un mondo fiabesco e sognato. Troia è stata sconfitta, le donne come in ogni guerra sono deportate, schiave, prigioniere. Il loro viaggio, al seguito dell’esercito vincitore, è appena iniziato. Ecuba ha la forza di una madre e di una belva al tempo stesso, regina capace di evocare incubi e vendette barbare.
Come dei naufraghi, rinchiusi nella storia, Ecuba e gli altri personaggi, sono costretti a inscenare il proprio psicodramma con quel tipico processo di immersione in altre identità che
caratterizza il teatro terapeutico e anche il teatro africano, alternando il dramma al racconto orale. Il teatro africano per certi aspetti strutturali, ha le caratteristiche del teatro greco, e il villaggio o il quartiere delle periferie, è il luogo dove si compie la catarsi, si rimargina la ferita con la comunità. Il collante che passa attraverso la tradizione (e nella tradizione si deve includere la religione con tutte le sue cerimonie e preghiere), è elemento che conserva una parvenza di umanità e che ripropone la struttura protetta del villaggio ancestrale.
Lo spettacolo sviluppa una narrazione dove la ritualità sonora e musicale diventa il segno evidente di un mondo arcaico e misterioso e che unisce la tradizione, ancora molto presente nella cultura senegalese, alla cifra stilistica del teatro europeo. Alla struttura linguistica di Euripide abbiamo aggiunto brani e linee narrative anche in wolof, mischiando il francese colto alla comunicazione diretta e popolare, creando un’osmosi fra la cultura teatrale europea e quella africana, rispecchiando così quello che è uno degli aspetti culturalmente più interessanti del Senegal di oggi, l’osmosi alchemica, fra tradizione popolare e
cultura europea.
La compagnia Phoenix è costituita da un gruppo di giovani attori che vivono nella periferia di St Louis e che attraverso il teatro hanno creato un momento di aggregazione fra i giovani del
quartiere e una forma di riscatto sociale in una zona ad alto rischio di emigrazione selvaggia.
Da oltre dieci anni collaborano con Massimo Luconi con vari progetti fra cui Antigone che ha
avuto un grande successo in Italia, La remontee des cendres da un testo di Ben Jelloun, Arturo Ui da Brecht e ultimamente Imprimatur un progetto di giovane drammaturgia italiana
Questi progetti hanno avuto la collaborazione e il sostegno dell’Ambasciata italiana e dell’Istituto italiano di Dakar e la collaborazione dell’Istituto francese di St Louis.stampasocial