{"product_id":"catastrofi","title":"CATASTROFI","description":"\u003cp class=\"p2\"\u003e28 gennaio-14 febbraio 2027\u003cbr\u003e\u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cb\u003eCATASTROFI\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003enell’ambito del progetto \u003ci\u003eCatastrofe\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003eproduzione Galleria Toledo\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003eregia Laura Angiulli\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003ecast in definizione\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003escene Rosario Squillace\u003cbr\u003eluci Cesare Accetta\u003cbr\u003edirezione tecnica Lucio Sabatino\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003etre atti unici di Samuel Beckett\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003ePochade radiofonica, Catastrofe, Che dove\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa forza dirompente della scena beckettiana attende di essere ancora scoperta nel nostro Paese. Non che l’autore irlandese sia del tutto assente dai nostri cartelloni: un ennesimo \u003ci\u003eAspettando Godot\u003c\/i\u003e prima o poi lo s’intercetta sempre, e più di rado un \u003ci\u003eFinale di partita\u003c\/i\u003e. Non c’è attrice o attore italiano, poi, che col volgere degli anni, e quasi alla prima ruga, non sia tentato di mettersi alla prova di Krapp e del suo ultimo nastro, o di Winnie infissa nella sua montagnola.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eStupisce però la totale assenza dai nostri cartelloni dell’intensa produzione beckettiana successiva a \u003ci\u003eGiorni felici\u003c\/i\u003e (scritta fra il 1960 e il 1961). Potrà sembrare strano ma delle altre 11 opere per il teatro scritte da Samuel Beckett fra il 1963 della straordinaria \u003ci\u003ePlay \/ Comedie (Commedia)\u003c\/i\u003e e il 1983 della malinconica sala di torture di \u003ci\u003eQuoi où \/ What Where \/ Was wo (Che dove)\u003c\/i\u003e, per non parlare dei radiodrammi e soprattutto dei sorprendenti teledrammi, in Italia da tempo è come se non ve ne fosse traccia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEppure mai come in quel ventennio Samuel Beckett ha ripensato e rifondato coraggiosamente il teatro, con una potenza figurativa, e un uso scopertamente drammaturgico della microfoni e dell’illuminotecnica, che continua a non avere eguali, e che raggiunge livelli di un’intensità inimmaginabile nell’ultima sua pièce (\u003ci\u003eWhat Where\u003c\/i\u003e), nata per il teatro, trasposta per la televisione, e ritornata poi sulla scena in virtù di un radicale ripensamento tecnologico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto \u003cb\u003eCatastrofi\u003c\/b\u003e si propone pertanto di colmare innanzi tutto questa lacuna.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie alle tre opere transmediali prescelte, e opportunamente ritradotte (parte delle sfortune del teatro beckettiano in Italia si deve alla lingua di gesso dei suoi traduttori), lo spettatore potrà finalmente provare l’esperienza di farsi risucchiare nel «nero chiaro» (avrebbe detto Clov in \u003ci\u003eFin de partie\u003c\/i\u003e) di una scena talmente virtuosisticamente ridotta alla sua stessa essenza, da dissolvere ogni altra abitudine visiva (cinematografica, televisiva e quant’altro), per una compartecipazione inattesa e radicale che richiama senz’altro l’apparentemente desueto (ma ancora potentissimo) concetto di catarsi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostretto a trascorrere tra le ombre della ricezione radiofonica, o immerso nella luce piena di uno spietato teatro nel teatro, o indotto a fluttuare sullo schermo di un’autentica telebolgia, lo spettatore farà presto a confondere la scena col teatro interiore che lo anima. Per scoprire infine quello che magari non avrebbe mai supposto: il contenuto politico, e minacciosamente attuale, del teatro beckettiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe tre opere in questione, nell’ordine della prevista messinscena, sono:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003ePochade radiophonique\u003c\/b\u003e (radiodramma dei primi anni ‘60)\u003c\/p\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eCatastrophe\u003c\/b\u003e (1982)\u003c\/p\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eChe dove\u003c\/b\u003e (\u003ci\u003eQuoi où \/ What Where \/ Was wo \/ What where II\u003c\/i\u003e, 1982-1985)\u003c\/p\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p4\"\u003e\u003cem\u003eGabriele Frasca\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Galleria Toledo","offers":[{"title":"General Admission","offer_id":58357205008719,"sku":null,"price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0967\/2527\/0863\/files\/beckett.jpg?v=1789424909","url":"https:\/\/www.galleriatoledo.it\/products\/catastrofi","provider":"Galleria Toledo","version":"1.0","type":"link"}