{"title":"Catastrofe!","description":"\u003cp dir=\"ltr\"\u003e\u003cem\u003eguerra:comprendere un fenomeno \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp dir=\"ltr\"\u003e\u003cspan\u003eprogetto teatrale integrato \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ea cura del Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo \u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003erassegna teatrale a cura di Laura Angiulli, Giulia Renzi\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003erassegna cinematografica a cura di Roberto C. e Napoli-Monitor\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eincontri a cura di Silvia Migliozzi \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eCatastrofe!\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e Sono sparite tutte le bandiere bianche, ritirate dal mercato. Fuori moda, agè. In ogni caso nascoste, al loro posto dalle finestre penzolano drappi neri. Neri, spessi, talmente spessi che il vento non li smuove e la luce fatica a farsi spazio tra gli spiragli. Le case restano al buio e le persone hanno paura di uscire di casa. Io ho paura di uscire di casa. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp dir=\"ltr\"\u003e\u003cspan\u003eAl buio non ci vedo, e i miei occhiali non sono abbastanza spessi. E mi fa male la testa. Mi fa male la testa a furia di barcamenarmi nel buio per provare a spiegarmi come mai siano sparite tutte. Ma dove le avete messe? E con cosa si copriranno i bambini? Che si sa, il nero prima di una una certa età non sta bene indossarlo; avranno freddo? E le donne? dismessi gli abiti a fiori sembreranno tutte vedove, nessuno saprà più dire quale sia il loro colore preferito.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp dir=\"ltr\"\u003e\u003cspan\u003eDel tutto analoga alla metastasi, la guerra nasce in un punto localizzato e finisce per estendersi a tutto il resto. La sua natura pervasiva e tentacolare determina l’impossibilità di comprenderla se non all’interno di un approccio antiriduzionistico e multidisciplinare. Interrogare il tema, significa rifiutare di osservare il fenomeno come mero atto distruttivo, e cercare di comprendere le ragioni– sociali, culturali, economiche e geopolitiche– che sono alla base dei conflitti. Farlo nello spazio del teatro, significa, piegare, dunque, il dispositivo della finzione al più alto dei suoi artifici: la comprensione del reale. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"fuoco","title":"A FUOCO!","description":"\u003cp class=\"p1\"\u003e1 1-12 gennaio | 1-2 marzo 2027\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cb\u003e\u003cmeta charset=\"utf-8\"\u003e \u003cspan class=\"s1\"\u003eA FUOCO!\u003c\/span\u003e catastrofe \u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003enell’ambito del progetto \u003ci\u003eCatastrofe\u003cbr\u003e\u003c\/i\u003e\u003ci\u003e\u003c\/i\u003erassegna cinematografica a cura di Galleria Toledo\u003cbr\u003ein collaborazione con Napoli MONiTOR\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eA FUOCO! arriva alla sua \u003ci\u003eIV edizione\u003c\/i\u003e e stavolta indaga il tema della catastrofe. Oscillando,\u003cspan class=\"Apple-converted-space\"\u003e  \u003c\/span\u003ecome al solito, fra il desiderio di capire quel che accade e l’esigenza di intervenire sul mondo, con la speranza di proteggerlo o trasformarlo. \u003cbr\u003e\u003cbr\u003eCurata da Napoli MONiTOR in collaborazione con Galleria Toledo la rassegna propone quattro quattro proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano, ciascuna accompagnata da un incontro con il\/la regista, per approfondire temi e processi delle opere presentate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eprogramma completo in via di definizione\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Galleria Toledo","offers":[{"title":"General Admission","offer_id":58357201568079,"sku":null,"price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0967\/2527\/0863\/files\/afuoco.png?v=1789424220"},{"product_id":"catastrofi","title":"CATASTROFI","description":"\u003cp class=\"p2\"\u003e28 gennaio-14 febbraio 2027\u003cbr\u003e\u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cb\u003eCATASTROFI\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003enell’ambito del progetto \u003ci\u003eCatastrofe\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003eproduzione Galleria Toledo\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003eregia Laura Angiulli\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003ecast in definizione\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003escene Rosario Squillace\u003cbr\u003eluci Cesare Accetta\u003cbr\u003edirezione tecnica Lucio Sabatino\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003etre atti unici di Samuel Beckett\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003ePochade radiofonica, Catastrofe, Che dove\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa forza dirompente della scena beckettiana attende di essere ancora scoperta nel nostro Paese. Non che l’autore irlandese sia del tutto assente dai nostri cartelloni: un ennesimo \u003ci\u003eAspettando Godot\u003c\/i\u003e prima o poi lo s’intercetta sempre, e più di rado un \u003ci\u003eFinale di partita\u003c\/i\u003e. Non c’è attrice o attore italiano, poi, che col volgere degli anni, e quasi alla prima ruga, non sia tentato di mettersi alla prova di Krapp e del suo ultimo nastro, o di Winnie infissa nella sua montagnola.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eStupisce però la totale assenza dai nostri cartelloni dell’intensa produzione beckettiana successiva a \u003ci\u003eGiorni felici\u003c\/i\u003e (scritta fra il 1960 e il 1961). Potrà sembrare strano ma delle altre 11 opere per il teatro scritte da Samuel Beckett fra il 1963 della straordinaria \u003ci\u003ePlay \/ Comedie (Commedia)\u003c\/i\u003e e il 1983 della malinconica sala di torture di \u003ci\u003eQuoi où \/ What Where \/ Was wo (Che dove)\u003c\/i\u003e, per non parlare dei radiodrammi e soprattutto dei sorprendenti teledrammi, in Italia da tempo è come se non ve ne fosse traccia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEppure mai come in quel ventennio Samuel Beckett ha ripensato e rifondato coraggiosamente il teatro, con una potenza figurativa, e un uso scopertamente drammaturgico della microfoni e dell’illuminotecnica, che continua a non avere eguali, e che raggiunge livelli di un’intensità inimmaginabile nell’ultima sua pièce (\u003ci\u003eWhat Where\u003c\/i\u003e), nata per il teatro, trasposta per la televisione, e ritornata poi sulla scena in virtù di un radicale ripensamento tecnologico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto \u003cb\u003eCatastrofi\u003c\/b\u003e si propone pertanto di colmare innanzi tutto questa lacuna.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie alle tre opere transmediali prescelte, e opportunamente ritradotte (parte delle sfortune del teatro beckettiano in Italia si deve alla lingua di gesso dei suoi traduttori), lo spettatore potrà finalmente provare l’esperienza di farsi risucchiare nel «nero chiaro» (avrebbe detto Clov in \u003ci\u003eFin de partie\u003c\/i\u003e) di una scena talmente virtuosisticamente ridotta alla sua stessa essenza, da dissolvere ogni altra abitudine visiva (cinematografica, televisiva e quant’altro), per una compartecipazione inattesa e radicale che richiama senz’altro l’apparentemente desueto (ma ancora potentissimo) concetto di catarsi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostretto a trascorrere tra le ombre della ricezione radiofonica, o immerso nella luce piena di uno spietato teatro nel teatro, o indotto a fluttuare sullo schermo di un’autentica telebolgia, lo spettatore farà presto a confondere la scena col teatro interiore che lo anima. Per scoprire infine quello che magari non avrebbe mai supposto: il contenuto politico, e minacciosamente attuale, del teatro beckettiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe tre opere in questione, nell’ordine della prevista messinscena, sono:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003ePochade radiophonique\u003c\/b\u003e (radiodramma dei primi anni ‘60)\u003c\/p\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eCatastrophe\u003c\/b\u003e (1982)\u003c\/p\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eChe dove\u003c\/b\u003e (\u003ci\u003eQuoi où \/ What Where \/ Was wo \/ What where II\u003c\/i\u003e, 1982-1985)\u003c\/p\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p4\"\u003e\u003cem\u003eGabriele Frasca\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Galleria Toledo","offers":[{"title":"General Admission","offer_id":58357205008719,"sku":null,"price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0967\/2527\/0863\/files\/beckett.jpg?v=1789424909"},{"product_id":"lettere-valentinov","title":"LETTERE VALENTINOV","description":"\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cstrong\u003e26-28 febbraio 2027\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cb\u003eLETTERE A VALENTINOV\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e3 reading sull’orlo del disastro\u003cbr\u003enell’ambito del progetto \u003ci\u003eCatastrofe\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eproduzione Galleria Toledo\u003cbr\u003edi Gabriele Frasca\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003econ Guido Acampa, Roberto C, Gabriele Frasca,\u003cbr\u003eStefano Perna e Massimiliano Sacchi\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003erealizzazione scenica Collettivo Bombice\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003ePoesie in prosa per la scena per raccontare la fine quasi immediata dell’unica rivoluzione che meriti per davvero questo nome, e che, dopo aver attraversato la disastrosa storia del secolo breve, va in questi anni di catastrofi spegnendo le sue braci. Pagine di storia che si accartocciano carbonizzate sulla voce che le narra, per costruire, un’immagine per volta, una sonorizzazione dopo l’altra, il modellino di un mondo sull’orlo del disastro, come il nostro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e\u003cspan class=\"s2\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Galleria Toledo","offers":[{"title":"General Admission","offer_id":58357205893455,"sku":null,"price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0967\/2527\/0863\/files\/frasca.jpg?v=1789425643"},{"product_id":"se-questo-e-levi","title":"SE QUESTO È LEVI","description":"\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cstrong\u003e20-21 febbraio 2027\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cb\u003e\u003cbr\u003eSE QUESTO È LEVI \u003cbr\u003e\u003c\/b\u003enell’ambito del progetto \u003ci\u003eCatastrofe\u003cbr\u003e\u003c\/i\u003eproduzione E \/ Fanny \u0026amp; Alexander\u003cbr\u003eregia Luigi De Angelis\u003cbr\u003edrammaturgia Chiara Lagani\u003cbr\u003econ Andrea Argentieri\u003cbr\u003eorganizzazione Maria Donnoli, Martina Barison, Marco Molduzzi\u003cbr\u003ecomunicazione e Promozione Maria Donnoli\u003cbr\u003efoto Enrico Fedrigoli\u003cbr\u003espettacolo a capienza ridotta\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cbr\u003ePremio Speciale Ubu 2019 a Fanny \u0026amp; Alexander per il progetto Se questo è Levi\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003ePremio Ubu 2019 come miglior attore o performer under 35 a Andrea Argentieri\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eA partire dai documenti audio e video delle teche Rai e di Youtube, Andrea Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i discorsi in prima persona. È un incontro a tu per tu, in cui lo scrittore, a partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, testimonia la sua esperienza nei lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eGrazie alla tecnica del remote acting, dell’eterodirezione, sperimentata da Fanny \u0026amp; Alexander negli ultimi dieci anni, si compone un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci tramite la sensibilità di un attore che si lascia attraversare dai materiali originali a noi rimasti di quello scrittore? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare in maniera ancora più cogente la potenza e la necessità della sua testimonianza?\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eSe questo è Levi è un ritratto d’attore. È il tentativo di concretizzare l’esperienza del resoconto, a tu per tu con lo scrittore. Se questo è Levi esprime una domanda sul tema del giudizio, l’interrogazione sulla necessità della sospensione dell’odio a favore di una curiosità analitica entomologica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cb\u003eNote di Regia \u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eL’ossessione del surrealismo\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003edi Luigi De Angelis\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003ePrimo Levi, nel suo libro I sommersi e i salvati, a proposito della traduzione in tedesco di Se questo è un uomo, parla di un tentativo quasi ossessivo di super-realismo, in cui vuole che la traduzione sia una specie di magnetofono diretto dell’esperienza, una specie di retrovisione alla lingua o restauro a posteriori... Questa ossessione è stata il motore propulsivo del progetto Se questo è Levi e la sua linea guida. Mettere un interprete,\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eun attore nella condizione di essere attraversato dalla voce registrata di un’altra vita, di vestirne la voce come una pelle, di fare un bagno animico in essa, facendosi imbevere, come una matassa di lana che si imbeve di acqua.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eDentro la voce di uno scrittore dalla personalità poliedrica come quella di Primo Levi si annida un mondo ricchissimo, fatto di emozioni, trattenute o rilasciate, si intravede in essa una complessa filigrana; nella grana della voce sono nascosti i traumi dell’esperienza, ma soprattutto scaturisce tutta la forza del carattere, della ragione, della missione. In Se questo è Levi l’interprete non legge, ma è “letto” da una voce straniera che lo attraversa, fa reagire in sé - come in un processo chimico - il materiale sonoro che gli viene proposto tramite un\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003eauricolare, che lui restituisce all’istante, avendo studiato la prossemica dello scrittore, le sue espressioni facciali, le sue emozioni interiori e esteriori, avendo fatto abitare in lui quell’altra vita, quell’altra pelle animica, tramite un bagno sonoro.\u003cspan class=\"s1\"\u003estampa\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p3\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Galleria Toledo","offers":[{"title":"General Admission","offer_id":58357208744271,"sku":null,"price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0967\/2527\/0863\/files\/AndreaArgentieri_SeQuestoELevi4.jpg?v=1785503885"}],"url":"https:\/\/www.galleriatoledo.it\/collections\/catastrofe.oembed","provider":"Galleria Toledo","version":"1.0","type":"link"}